Confesso che
appena ho preso il libro in biblioteca la prima reazione è stata di delusione,
x via della dimensione troppo piccola. Sono abituata a leggere cose più grandi.
Però sapere che l'autore era Ammaniti mi ha dato forza: ho letto un sacco di
cose sue e scrive davvero benissimo. Sapevo che era un piccolo sforzo.
La delusione
deriva dal fatto che leggere è talmente bello ed emozionante per me che un libro sottile mi fa durare pochissimo questa
emozione, come se neppure riuscisse a cominciare che già deve finire.
Bellissima
l'idea di questa vacanza simulata per rimanere da solo in cantina per una week.
Anche se una cantina a me non verrebbe proprio in mente come rifugio, ma da
quello che scrive parrebbe essere una cantina al piano terra, non quelle
incassate di sotto che fanno paura :)
Bellissima
anche la storia della sorellastra, che lui non conosce affatto e che viene
proposta durante il racconto.
Le scene in
cui parla della sorella che sta male sono molto forti, molto toccanti, me le
sono immaginate, anche pensando a scene simili che si vedono nei film, e
soffrivo insieme a lei.
Bello questo
rapporto che nasce giorno dopo giorno, fratelli che si incontrano e che si scoprono,
un legame destinato a durare nel tempo.
Il finale
direi che è stato piuttosto shock, anche brutale devo dire. Così senza
preavviso. Libro molto piccolo che si
presta ad una versione 2, semplicemente togliendo il finale e ricominciando a
scrivere.
Risultato positivo comunque. Ammaniti vince ancora.
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