Micro Vita

Apertura ufficiale del libro di viaggio della mia vita

Thursday, May 10, 2012

Compleanni in Vietnam

COMPLEANNI VIETNAMITI E ALTRO ANCORA
Sono rimasta un poco indietro con i racconti vietnamiti, ora proviamo di recuperare aggiungendo qualche pezzo mancante. Non poteva mancare la descrizione dei compleanni, sia vietnamiti che non, ma comunque festeggiati in suolo vietnamita. Lo scorso wend ci ha visti impegnati in ben due compleanni, il primo sabato pomeriggio ed il secondo la domenica mattina. Wend intenso insomma. Il primo era oragnizzato nei minimi dettagli: il biglietto di invito recapitato la settimana precedente, con tanto di richiesta di conferma della partecipazione (ma mi sono sbagliata ed era un matrimonio per caso?), foto della festeggiata e programma del pomeriggio. Insomma si presentava proprio bene. Conoscendo bene la mamma della festeggiata, e le sue doti artistiche nella produzione e decorazione di torte, ero anche curiosa di vedere che cosa avrevve prodotto questo anno. Sarebbe stato sicuramente un evento epocale nel compound, trattandosi di una delle famiglie che risiedono da piu tempo nel compound e che maggioramente hanno relazioni sociali intense anche con le altre famiglie del compound e non solo. Trattandosi delal festa dei 4 anni, c’erano anche tantissimi compagni di scuola della festeggiata, che non abitano nel compound ma nel Distretto 2, dove si trova la scuola. Qeusta festa, che ha cadenza annuale, e’ anche una bella occasione per rivedere persone che prima abitavano qui e si sono spostate al Distretto 2. Incredibile come il tempo passa e i figli crescono velocissimi. Ti ricordi un piccoletto che strisciava per terra nella Playroom ed ora vedi un giovanotto che cammina sicuro da solo. Per non parlare dei due bimbi polacchi che sono davvero uno piu biondo e piu bello dell’altro. Aggiungiamo quindi questi incontri alle tradizioni personali: ogni anno verso il 21 Aprile so che rivedo queste persone ed ho un aggiornamento sulle loro vite. Ogni tanto qualcuno ritorna, anche soltanto x una visita, per dire ciao. E’ quello che hanno fatto gli inglesi, che sono stati qui per due settimane ed hanno fatto un salto per salutare amici che ancora conservano nel compound. Mi ha fatto piacere salutare ed anche avere un update della loro vita-avventura: ora vivono a Dubai e si lamentano come le persone siano estremamente piu fredde e poco aperte, quindi il Vietnam manca davvero tanto. Avete ragione, stavo svicolando eh eh, la parola svicolare mi ricorda qualcosa... Torniamo al compleanno. La prima cosa che si fa in qeusti casi e’ entrare nella sala, cercare disperatamente la festeggiata, o chi per essa, per smollare subito il regalo e poi correre verso il tavolo del rinfresco per gettarsi sul cibo. Tipico atteggiamento di chi e’ timido e non ne vuole mezza ed e’ presente solamente perche’ deve. A differenza dello scorso anno, il piccolo (che ormai non e’ poi cosi piccolo) si e’ lanciato timidamente nella consegna del regalo e nel dire “Happy Birthday” alla festeggiata, la quale , ancora piu imbarazzata, ha preso il regalo e lo ha messo insieme agli altri. Ebbene si, prima differenza con i nostri compleanni e’ che i regali non si scartano!!!! ASSOLUTAMENTE VIETATO!!!! Trovi un bel posto dove accatastarli e stanno li a fare bella mostra di se ed anche bella invidia agli altri bambini. Penso sempre tra me, che sarebbe ottima occasione per rubarne qualcuno. Il festeggiato/a non se ne accorrge xche’ non sa, e quello che ha portato il regalo neppure, xche’ una volta consegnato te ne dimentichi proprio. Quindi e’ lasciato al caso o alla fortuna, il riuscire a portare a casa tutti i doni. Cosa ne pensate di questa diversa tradizione? Da un lato e’ ottima perche’ ti evita qeulle scene imbarazzanti di apertura del regalo, dove non sai mai che cosa dire oltre al grazie e non sai come esprimere i tuoi sentimenti (anzi se quello che vedi non ti piace proprio x nulla, non sai come non esprimere quello che pensi). E’ anche utile cosi si evitano le inutili liti e discussioni tra bambini, che immediatamente si appropriano dei regali e ci vogliono giocare e talvolta pure li rompono (cosa che ha fatto mio figlio nella festa del giorno dopo :o) Dall’altro pero’, soprattutto x chi fa il regalo, c’e’ comunque il piacere di vedere aprire il frutto di tante ricerche (e spesso anche spese) almeno per sentirsi dire e grazie e rendersi conto se e’ piaciuto davvero. Scusate ho divagato ancora, torniamo alla festa. Procediamo con la descrizione della torta. Quest’anno era una torta a due piani che riportava la scritta princess ed aveva quindi tutte decorazioni a tema. Ed anche i cupcakes erano a tema (come potete vedere dalle foto che allego). Torta a parte, il buffet non offriva molte altre cose di rilievo. C’erano tanti tipi di patatine, della frutta, dei sandwich, della pizza, della pasta che non ho osato avvicinare e poco altro. Ma quello che contava era la compagnia. Quando i compleanni sono di bambini, hai sempre poco tempo per mangiare, perche’ devi seguire (e spesso correre) dietro a tuo figlio ed evitare che si ammazzi oppure che distrugga qualche altro bimbo. Diciamo che il controllo e’ andato bene. I bimbi passavano dalla sala rinfresco alla play room, per poi correre anche nel corridoio e scendere nel prato dove ci sono gli scivoli. Mio figlio e’ spesso un giocatore in solitaria, soprattutto quando ci sono troppe persone e troppi altri bimbi. Quindi se ne andava sullo scivolo, naturalmente sempre chiedendo la mia presenza. Per fortuna, oppure per miracolo, sabato anche papa’ ha fatto presenza, quindi sono riuscita a fare anche qualche chiacchera, invece di fare sempre e solo controllo bambino. Un pomeriggio buono insomma.... Ma ecco un altra novita’ del compleanno: lo spettacolo per i bimbi. Qui in Vietnam non c’e tanta scelta, riguardo all intrattenimento. Finora ho visto dei clown tutto fare, che fanno palloncini e regalano altri piccoli doni, spettacoli di magia, un pony (si si un vero pony che portava a spasso i bimbi). In questo caso l’attrazione era uno spettacolo di cani. Cani? Si certo cani, ma di un certo livello pero’, che sapevano saltare sopra dei cerchi, che facevano la gicane fra gli oggetti, che sapevano saltare e....udite udite che sapevano anche contare :o) Quello che guidava lo spettacolo aveva una lavagnetta e scriveva delle operazioni, tipo 3+2 e poi il cane abbaiava tante volte quante era il risultato. Notevole vero? Ha chiamato anche bambini dal pubblico a scrivere sulla lavagna, per testimoniare che non c’era alcun trucco. I bimbi erano molto contenti dello spettacolo. Il mio piccolo non ha certo capito appieno l’ultimo gioco, ma vedere dei cagnolini che saltano e girano lo ha entusiasmato molto. Siamo rimasti ancora poco, giusto il tempo di vedere lo spegnimento della candelina e poi siamo tornati a casa, come anche molti altri. In questo compleanni e matrimoni si assomigliano. Vedi se la gente si e’ divertita dal taglio della torta: se dopo tutti se ne vanno vuole dire che non era molto bello e divertente. Un altra diversita’ rispetto ai nostri compleanni e’ che la mamma della festeggiata aveva un regalo per tutti gli invitati. Udite udite...un regalo diverso fra maschi e femmine, e il contenitore era personalizzato con il nome della festeggiata...niente male vero? Ma stavo dimenticando il pezzo forte della festa: la Pignatta. Ho scoperto che e’ una tradizione messicana (la festeggiata e’ messicana ma vive in USA). Preparano questa scatola grande piena di dolciumi vari, che viene appesa in alto e fatta oscillare. Poi si fa la fila dei pretendenti, che a turno prendono una mazza e provano di colpire. Quando dopo tanti colpi e tante persone che si sono alternate, la pignatta si rompe, allora cadono tutte le prelibatezze/schifezze in essa inserite, per la gioia dei bimbi. Per rendere idea di come questa festa fosse stata organizzata nel dettaglio, vi dico che quando siamo usciti per il gioco della Pignatta, ci hanno dato un piccolo sacchetto, dove avremmo inserito tutti i dolciumi che riuscivamo a raccogliere. La classe non e’ acqua. Anche il piccolo si e’ messo in fila per colpire la pignatta, e con la sua sempre enorme impazienza mi ha costretta a chiedere ad un bimbo di farlo passare davanti, xche’ non lo tenevo piu. Ha dato i suoi piccolo colpi, ma anche qualcuno piu forte aiutato dalla mamma :o) alla fine era contento. E questo e’ importante. Nella raccolta non e’ stato molto lesto, io neppure, quindi abbiamo portato a casa un bottino misero, ma meglio cosi visto che erano soltanto caramelle e cioccolatini. I denti hanno ringraziato. Era comunque contento del regalo: un bellissimo orologio da polso di Angry Birds, che non ha apprezato per il Brand, ancora non lo conosce ovviamente, ma per la luce che proietta immagini sul muro. Ora ha sempre il suo orologio al polso, come papa’. Ehi ma non mi dite nulla? Mi stavo dimenticando della torta! Invece di raccontare penso che la foto che allego sia esplicativa e mostri chiaramente la vena artistica della pasticciera. Slurp! Ma veniamo al compleanno numero due...prettamente italiano questa volta. Pochi invitati, pochi ma buoni come si dice. La sala era sempre la stessa, ma questa volta appena entrati, c’era il festeggiato che aveva gia aperto tutti i regali e stava gia’giocando e litigandoseli con gli altri bambini. In questo caso invece di avere un buffet e la gente sparsa per la stanza che mangiava in piedi, c’era un tavolo appareccchiato con piatti e posate, tutto pronto per l’uso. Il menu era semplice ma buono: pizza fatta in casa, patatine, riso fritto e tanta frutta. Ma il clou della festa era la torta. Io sapevo in anteprima il tema della torta (sempre prodotta dalla nostra vicina pasticciera), ed avevo anche visto il marito della pasticciera che si aggirava per il compound la mattina con la torta in mano per effettuare la consegna. Quindi vista la mia totale mancanza di curiosita’, appena arrivata ho subito aperto il frigo per vedere il risultato, e sono rimata senza parole. Potrete vedere dalle foto il risultato. Il tema era Spiderman e devo dire che e’ stato proprio riprodotto con grande bravura. Un successone. Compleanno molto carino anche questo, visto che era per la maggior parte “made in Italy” e’ stato meno faticoso e non richiedeva di parlare in inglese. Insomma qualche italiano c’e’ pure qui no? Ed essendo una comunita’ piccola ci si conosce tutti..

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