RISTORANTE GIAPPONESE
Questa è la terza volta che scrivo l'inizio e poi mi si cancella tutto. perchè la tecnologia mi si sta rivoltando contro?
Dicevo....sabato sera siamo stati invitati a cena dal nostro vicino di casa di Singapore.
Ci ha portato in un ristorante giapponese. Dovete sapere che lui ha lavorato per una ditta giapponese, quindi è stato diversi anni in giappone, insomma ne sa.
Era un vero ristorante giapponese, altro che quelli a cui siamo abituati a Bologna.
Non so se avete mai visto qualche film giapponese di samurai o simili, se avete una idea di che come sia un vero ristorante giapponese. Bhè ora ve lo spiego.
Appena si entra c'è una signora, vestita in abito giapponese tipico, che ti accoglie. Qui è cosa molto diffusa. Anche negli hotel quando entri c'è sempre una donna in costume tipico che ti accoglie e ti saluta. Diciamo che qui c'è usanza che quando entri in qualche locale c'è sempre una donna che ti accoglie. Il vestito varia a seconda del locale. Negli hotel di lusso, indossano sempre i costumi tipici, lunghi fino ai piedi, poi il vestito si accorcia sempre di più fino ad arrivare ai night club, dove sono quasi nude :o)
Torniamo al ristorante. La donna che ti accoglie ti accompagna fino alla zona dei tavoli e poi ti consegna ad un'altra cameriera. Subito c'è la prova calzino. Per accedere alla zona tavoli ti devi togliere le scarpe. Mia mamma sarebbe contenta di sapere che non mi sono mai lavata i piedi come qui :o)
La scena che si apre ai nostri occhi è questa: un bancone grande, dietro al quale si trova l'uomo sushi, e attorno tanti cuscini su cui puoi sedere se desideri rimanere lì e mangiare sushi, tutto stile sushi bar insomma. Se invece hai riservato un tavolo, allora vieni portato nel tuo scomparto. Si tratta proprio di scomparti veri e propri, separati ognuno con le porte ricoperte di carta di riso bianca, le cameriere in costume tipico e...sorpresa sorpresa, i tavoli sono bassi bassi, quindi ti devi praticamente sedere per terra. Che spettacolo. Per agevolare i clienti c'era però il trucco, sotto il tavolo c'era uno scavo dove potevi tenere i piedi, quindi non eri costretto a stare con le gambe incrociate. Però il clima è davvero bellissimo. Sei in questa piccola saletta solo per te, e le cameriere vanno e vengono portandoti le varie porzioni una alla volta.
Cominciamo a descrivere che cosa abbiamo mangiato. Il nome del menù non lo ricordo, ma ne abbiamo preso tre diversi, nei quali c'era un assortimento di vari piatti giapponesi. Il mio (nome impronunciabile) aveva come filo conduttore la tempura, e già avevo i brividi, memore di una passata tempura davvero pesantissima.
Il primo assaggio è stato una ciotola minuscola con dentro dei noodle sottilissimi conditi con un simil-ragù. Davvero ottimi.
Poi mi hanno portato una tazzina con tanto di coperchio, contenente la seguente prelibatezza: una specie di cremina fatta con l'uovo e all' interno dei funghi. Alla parola funghi mi si sono rizzati i capelli, vista la mia intolleranza totale, ma non si sentivano neppure. Ne ho comunque mangiato poco per evitare guai.
E poi ecco la portata successiva a base di sushi. Il mio viso dipingeva un rifiuto, ma dopo grande insistenza di Dennis, ho dovuto assaggiare un pezzo di tonno. Sono rimasta davvero sorpresa, era squisito, davvero squisito e non puzzava di pesce come mi aspettavo. Non si sentiva affatto che fosse crudo. Ci diceva Dennis che il pesce arriva direttamente dal Giappone, non viene comprato in Vietnam. Forse anche per questo ci siamo fidati :o)
La scoperta della serata riguarda il rafano: non si deve mettere direttamente sul pesce, ma se ne deve prendere un poco e mescolarlo alla salsa di soia. Allora il suo sapore forte si mescola con la salsa e scompare, dando un tocco magico al cibo. Davvero squisito.
Ma proseguiamo con le portate successive.
Finalmente è arrivato il momento della tempura. Il piattino che mi hanno servito conteneva pezzi diversi: si parte dal pesce, per poi passare ai vegetables ed infine la patata dolce. Penso che prima di tutto si debba spiegare che cosa è la tempura. Ecco la definizione inglese "vegetables and seafood dipped in batter and deep-fried
", insomma per farla breve è la loro pastella utilizzata per impanare gli alimenti e friggerli. Il risultato è stato davvero positivo. E se lo dico io dovete proprio crederci: la notte sono riuscita a dormire bene e la digestione è stata ottima. Quindi feedback davvero positivo.
La conclusione non può che essere spettacolare: riso nel tea. Che consiste in una zuppa, di riso e pezzi di salmone, il tutto mescolato nel tea. Detta così sembra una grossa schifezza, ma vi posso assicurare che il sapore era davvero delicato. Dennis mi ha promesso che mi insegna a farlo, è una ricetta semplicissima.
Questo era l'ultimo assaggio della cena, ed anche l'ultima portata della cena. Per un giapponese è più che sufficinete, ma se tutto va in proporzione all' altezza, potete imamginare che per Fabio questa sia stata solo un aperitivo: una volta a casa lui ha cenato davvero :o)
Quindi serata davvero bellissima, atmosfera unica, ideale per una serata romantica con una donna, per una occasione speciale. Le sole note stonate della serata, vicini di tavolo taiwanesi (ebbene sì avere un commensale di Singapore aiuta anche a distinguere la provenienza dei cinesi) che facevano un bordello immane, e il nostro piccolo amore che era molto nervoso e mi ha fatto mangiare freddo come sempre :o) ma ai propri figli si perdona sempre tutto.
Prima di andarcene, facciamo una bellissima foto per ricordare questo momento....peccato che la batteria sia scarica :o) Vabbè sarà per la prossima volta...
4 comments:
urca!! anzi.. slurp!!!.. certo sentirti che mangi giappo mi fa un po' senso ma sei poi hai dormito senza consguenze gastriche mi fa molto piacere!!!!!
Tempura....aaahhhh!!! almeno hai superato la prova agevolmente senza rotolarti nel sonno ;o)
se riesco a tornare indenne da qui posso mangiare di tutto :o)
Io i ristoranti giapponesi li ho sempre immaginati così:
http://www.youtube.com/watch?v=OyvZq3Yn9_4
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